Il ministro che vide quell’atto, profittò del momento.

«Dunque comincerete da farmi uscire di Parigi, carissimo signor d’Artagnan?

«Difficile incombenza, monsignore! rispose il moschettiere rimessosi in serietà.

«Ma, fece l’Eccellenza osservandolo attento, acciò non gli sfuggisse la menoma espressione della fisonomia, non faceste tutte queste obbiezioni pel re e per la regina.

«Il re e la regina sono la mia regina ed il mio re: la mia vita è di loro, ad essi io la debbo. Me la richiedono, io non ho che ripetere.

«Va d’incanto, mormorò pian piano Mazzarino, ma siccome la tua vita non è mia, bisogna che io la compri, non è così?»

E con un grosso sospiro, ritirò infuori il castone dell’anello.

D’Artagnan sogghignava.

Quei due si combinavano da un punto, da quel dell’astuzia. Se ugualmente si fossero combinati pel coraggio, l’uno avrebbe fatto eseguire all’altro cose grandi.

«Ma anche, soggiunse Mazzarino, intendete che se vi domando questo servigio è coll’intenzione di esserne riconoscente.