«Date qua» disse d’Artagnan.

Da Mazzarino gli fu data la chiave; egli schiuse, e si rimise quella in saccoccia, perocchè divisava ritornar dentro da quella via.

Era calato il montatojo, spalancato lo sportello, e accanto a questo Mousqueton e Porthos in fondo al legno.

«Salite, monsignore» disse il tenente.

Mazzarino non se lo fece dir due volte e si slanciò nel cocchio.

D’Artagnan vi salì dopo di lui; Mousqueton serrò lo sportello, e con sospiri e gemiti si arrampicò dietro alla vettura. Aveva esso opposta qualche obbiezione alla partenza, ma d’Artagnan gli aveva parlato così:

«Caro signor Mouston, restate qua se volete, ma vi prevengo che stanotte sarà incendiato Parigi».

Dopo di che Mousqueton senza ricercar altro dichiarava esser pronto a seguitare il suo padrone e il signor tenente sino alla fin del mondo.

Il legno si mosse a un trotto discreto, tale da non indicare minimamente che contenesse persone che avean fretta. Il ministro si asciugò la fronte col fazzoletto, e si guardò attorno.

Vide a sinistra Porthos, e a destra d’Artagnan; ciascuno d’essi stava a far guardia da una parte, ognuno di loro gli serviva di baluardo.