E d’Artagnan si preparava forse a rispondere; ma s’intese un colpo simile a quel di una mazzuola che cada sul capo ad un bue: Porthos aveva accoppato quello che gli si appressava.

D’Artagnan voltatosi vide il disgraziato disteso in terra.

«Adesso trotta a rolla di collo!» gridò al vetturino.

Il quale scagliò in largo una frustata ai suoi nobili animali. Questi balzarono via. Si udirono urli come d’uomini gettati sul suolo. Poi si sentì una doppia scossa: due ruote erano passate sopra un corpo rotondo e flessibile.

Vi fu breve silenzio. La carrozza varcò la porta.

«Al Corso-la-Regina!» strillò d’Artagnan al cocchiere.

E girandosi verso Mazzarino:

«Ora, monsignore, potete dire cinque Pater e cinque Ave per ringraziare Iddio della vostra liberazione; siete salvo! siete libero!»

Mazzarino non rispose che con una specie di gemito; non sapeva credere a tanto miracolo.

Dopo cinque minuti la vettura si fermò: era giunta al Corso la Regina.