E tanto esso fece.

«Figlio mio, disse Anna additando al re il moschettiere, quieto, in piedi, e scoperta la testa, ecco il signor d’Artagnan, prode quanto quei prodi antichi di cui tanto vi è grato che le mie ancelle vi narrino la storia. Ricordatevi il suo nome e guardatelo bene, per non dimenticarvi le sue sembianze, giacchè in questa sera ci renderà un grandissimo servigio».

Il giovanetto guatò superbamente l’ufficiale e ripetè:

«Signor d’Artagnan.

«Per l’appunto, figlio mio».

Il re alzò lentamente la manina e la porse al moschettiere, il quale gliela baciò posto in terra un ginocchio.

«D’Artagnan, ripetè Luigi, va bene, signora».

Nell’istante si udì avvicinarsi gran clamore.

«Ch’è mai? chiese Anna.

«Oh oh! fece d’Artagnan prestando a un tempo l’orecchio attento e l’occhio intelligente, è susurro del popolo sollevato.