«Sola? fece d’Artagnan.
«Col padrone.
«Sicchè il padrone è tornato?
«Di certo, rispose semplicemente la fantesca.
«Se avessi soldi, egli disse fra sè, me ne andrei, ma non ne ho: bisogna restar qui, e appigliarsi al consiglio della mia locandiera coll’impedire i conjugali progetti di quello spettro importuno».
Terminava questo monologo (lo che prova che nelle circostanze gravi il monologo è naturalissimo) quando la serva, che faceva la posta sull’uscio, esclamò ad un tratto:
«Oh! ecco appunto la padrona che viene col padrone».
D’Artagnan, lanciato uno sguardo sul canto della strada Montmartre, vide la locandiera che se ne veniva sospesa al braccio di un enorme Svizzero, il quale si tentennava camminando con tali maniere che a lui rammentarono gradevolmente l’antico amico Porthos.
«È quello il padrone? disse fra sè d’Artagnan, oh! mi pare cresciuto di molto».
E sedè in sala in un luogo bene in vista.