Era Mousqueton, che non avendo più paglia per sè si era giovato di quella dei cavalli.
«Mousqueton! disse d’Artagnan, animo, in viaggio!»
Colui, riconosciuta la voce dell’amico del suo padrone, si alzò precipitosamente, e con quell’atto si lasciò cadere alcuni dei luigi guadagnati illecitamente nella notte scorsa.
«Oh oh! fece d’Artagnan annasando un luigi raccattato, ecco dell’oro che ha un odore singolare, puzza di paglia».
Mousqueton arrossì tanto onestamente, e parve sì confuso, che il guascone si mise a ridere, e seguitò:
«Mio caro Mouston, Porthos andrebbe in collera, ma io vi perdono; soltanto ricordiamoci che codest’oro dee servire di farmaco per la nostra ferita, e stiamo allegri, su via!»
Il domestico assunse subito un aspetto gioviale, pose con grande attività la sella al palafreno del suo signore, e si piantò sul suo proprio senza far boccaccia.
Frattanto capitò Porthos con viso burbero, e si maravigliò non poco di trovare d’Artagnan e Mousqueton quasi che in brio.
«Ehi! domandò, abbiamo dunque, voi il grado ed io la baronia?
«Andiamo a cercarne i brevetti, rispose d’Artagnan, ed al nostro ritorno Mazzarino li firmerà.