E si scagliò appresso ai due amici.

Athos lo trattenne dicendogli:

«Andate a raccogliere il vostro reggimento, io presagisco che fra poco ne avremo bisogno».

Di Winter voltò la briglia, e i due amici continuarono il loro cammino. In due minuti secondi Carlo I arrivava alla tenda del generale in capo dell’armata scozzese; smontò ed entrò immediatamente.

Stavano allora d’intorno al generale i primarj capi.

«Il re!» esclamarono alzandosi e guardandosi stupefatti.

Carlo, ritto dinanzi a loro, col cappello in testa, aggrottava le ciglia e si batteva lo stivale col frustino.

«Sì, egli disse; il re in persona; il re, che viene a chiedervi conto di quanto accade.

«Che v’è mai, sire? domandò il conte di Lewen.

«V’è, rispose il re lasciandosi trasportare dallo sdegno, che il generale Cromvello è giunto in questa notte a Newcastle, che voi lo sapevate ed io non sono avvertito; v’è, che il nemico esce dalla città e ci chiude il passaggio della Tyne, che le vostre sentinelle debbono aver veduto questo movimento ed io non sono avvertito; v’è, che mediante un infame contratto, voi mi avete venduto per duecentomila lire al Parlamento, ma che almeno di questo contratto io sono avvertito. Ecco, signori, quel che v’è; rispondetemi e discolpatevi, poichè io vi accuso.