«Realmente!.... aggiunse Porthos.

«Perchè tutti i gentiluomini son fratelli, perchè voi siete gentiluomo, perchè i re di tutti i paesi sono primi fra i gentiluomini; perchè la plebe cieca, ingrata, ignorante, si prende sempre piacere ad abbassare ciò ch’è a lei superiore, e siete voi, voi, d’Artagnan, uomo della vecchia signoria, uomo di bel nome, uomo di buona spada, che contribuiste a dare un re in balia a birraj, a sartori, a carrettaj! Ah! d’Artagnan, come soldato forse faceste l’obbligo vostro, ma come gentiluomo siete reo: io ve lo dico!»

D’Artagnan masticava il gambo di un fiore, non rispondeva, e si sentiva conturbato, poichè quando distoglieva lo sguardo da quello di Athos incontrava quello di Aramis.

«E voi, Porthos, continuò il conte quasi avesse pietà dell’imbarazzo di d’Artagnan, voi il miglior cuore, il miglior amico, il soldato migliore ch’io conosca; voi che l’anima vostra faceva degno di nascere sui gradini di un soglio, e che presto o tardi sarete premiato da un sovrano intelligente; voi, caro Porthos, gentiluomo pei costumi, per le inclinazioni e pel coraggio, siete reo al pari di d’Artagnan».

Porthos arrossì, ma di piacere anzi che di confusione, e chinando la testa come se fosse molto umiliato, rispose:

«Sì, conte, sì, credo che abbiate ragione».

Athos si alzò.

«Orsù, disse appressandosi a d’Artagnan e porgendogli la destra, non vi adirate, figliuol mio; quanto vi ho detto ve l’ho detto se non colla voce, col cuore almeno di un padre. Ben mi sarebbe stato più facile, siatene pur persuaso, di ringraziarvi per avermi salvata la vita e non pronunziare una parola de’ miei sentimenti.

«Senza dubbio, replicò d’Artagnan premendo anche esso la mano ad Athos; ma egli è che avete certi benedetti sentimenti che non da tutti possono aversi. Chi si va ad immaginare che un uomo di giudizio abbandoni la sua casa, la Francia, il suo pupillo, amabile giovanetto (chè lo vedemmo al campo) per correre dove? in ajuto ad una regia autorità vacillante e tarlata, la quale una di queste mattine crollerà come una vecchia baracca? Il sentimento che voi dite è bello sicuramente, e tanto bello ch’è sovrumano.

«Qualunque sia, rispose Athos, senza incappare nel laccio che con arte da Guascone il suo amico stendeva al paterno suo affetto per Raolo, voi in fondo al cuore sapete ch’egli è giusto.... Ma io ho torto di discutere col mio padrone. D’Artagnan, io sono vostro prigioniero, e come tale trattatemi.