«Temo assai che sia a morte. Troppo fece contro di lui per ch’egli li perdoni, ed a loro non rimane che un mezzo, cioè di ucciderlo. Non vi è forse noto quel detto di Oliviero Cromvello allorchè venne a Parigi e gli fu mostrata la torre di Vincennes dov’era rinchiuso il signor di Vendome?
«Sì, che mi è noto quel detto tremendo, e mel rammento pur troppo, fece Athos.
«E credete che non ponga in esecuzione la sua massima, or che tiene il re nelle mani?
«Sì, anzi ne sono sicuro; ma è una ragione di più per non abbandonare l’augusta testa minacciata.
«Athos, voi impazzite!
«No, amico; rispose dolcemente il gentiluomo, ma Winter è venuto a cercarci in Francia, e ci ha condotti presso Enrichetta. Sua Maestà ne ha fatto l’onore, a d’Herblay ed a me, di richiederci il nostro ajuto a pro del suo sposo; noi abbiamo impegnato con essa la nostra parola: la nostra parola racchiudeva tutto; a lei vincolavamo la nostra forza, il nostro intelletto, la nostra vita, e dobbiamo mantenere l’impegno. Pensate voi così, d’Herblay?
«Sì, disse Aramis, abbiamo promesso.
«E poi, seguitò Athos, v’è un’altra ragione, ed eccola: ascoltatemi. In questo momento tutto in Francia è meschino e povero; abbiamo un re di dieci anni, che ancor non sa che si voglia — una regina acciecata da una tarda passione — un ministro, che amministra la Francia conforme farebbe di una vasta fattoria, cioè non curandosi se non dell’oro che può cavarvi, coltivandone il terreno con astuzia e raggiro italiano — principi che sostengono un’opposizione tutta loro individuale ed egoistica, e non giungeranno ad altro che ad estorcere da Mazzarino qualche gruppo d’oro, qualche avanzo di potere. Io gli ho serviti, non per entusiasmo (Dio sa che gli stimo per quel che vagliono), ma per principio. Oggi la cosa è diversa: m’incontro dinanzi un altro infortunio, un regio infortunio, un infortunio europeo, ed a questo io mi lego. Se perveniamo a salvare il re, sarà un bel tratto; e grande sarà se per esso moriamo.
«Dunque sapete anticipatamente di potervi perire? disse d’Artagnan.
«Lo temiamo, e l’unico nostro dolore è di morire lungi da voi.