«Ma non foste voi che lo riconduceste, per sua buona sorte, giacchè se vi avessi riconosciuto fra la scorta, credete pure che ho sempre per voi troppo rispetto....

«Finisci, bestia! orsù, che è egli accadute?

«È accaduto che in mezzo alla strada della Ferronnerie, mentre la carrozza del signor di Rochefort traversava fra un mucchio di gente e quelli della scorta strapazzavano i borghesi, vi fu gran susurro. Il prigioniero stimò bellissima l’occasione, disse il suo nome e gridò: ajuto! Io ero là, ravvisai il conte, mi risovvenni ch’ei mi avea fatto sergente nel reggimento di Piemonte, e dissi forte ch’era un detenuto amico del duca di Beaufort. Si radunò il popolo, si fermarono i cavalli, si rispinse la scorta. Intanto io aprii lo sportello, ed il signor di Rochefort saltò in terra e sparì tra la folla. Per disdetta passava una pattuglia; si riunì alle guardie, e ci attaccò. Io battei la ritirata dalla parte di via Tiquetonne; ero incalzato fortemente. Mi rifugiai nella casa accanto a questa; la fu contornata, perquisita, ma inutilmente, chè al quinto piano avevo trovata una persona caritatevole che mi avea rimpiattato fra due materasse. Sono restato in quel nascondiglio, o poco meno, fino a giorno, e nell’idea che forse a sera riprincipierebbero le visite e le indagini, mi sono avventurato su per le grondaje, cercando prima un’entratura e poi un’uscita in uno stabile qualunque che non fosse guardato a vista. Eccovi la mia storia, e in parola d’onore mi dorrebbe al sommo ch’ella vi spiacesse.

«No, tutt’altro; disse d’Artagnan, e ho caro davvero che Rochefort sia in libertà. Ma sai una cosa? gli è che se caschi in mano alle genti del re, sarai appiccato senza misericordia.

«Per dinci, se lo so! e questo è che mi dà tormento, ed ecco perchè sono tanto contento di avervi ritrovato, giacchè se volete nascondermi nessuno lo può meglio di voi.

«Sì, volentierissimo, quantunque io arrischi nè più nè meno che il mio grado ove fosse noto aver io dato asilo ad un ribelle.

«Ah signore! sapete ch’io arrischierei la vita per voi.

«Potresti anche aggiungere che l’azzardasti, Planchet. Io non dimentico se non le cose che vuo’ dimenticare, e di questa voglio anzi ricordarmi. Dunque siedi qua, e mangia con tutta pace, poichè mi accorgo che guardi gli avanzi della mia cena con occhiate molto espressive.

«Signor sì, perchè la credenza della vicina era malissimo provveduta di cibi delicati; da jeri a mezzo giorno, non ho mandato giù che una fetta di pane colla conserva. Sebbene io non disprezzi le robe dolci quando vengono a tempo e luogo opportuno, la cena mi è sembrata leggerina.

«Poveraccio! or via, riaccomodati lo stomaco.