La mattina alle otto si misero in cammino nello stesso ordine che la sera innanzi. Soltanto d’Artagnan lasciò avviarsi gli amici dal loro lato, e andò a rinnovare con mastro Groslow la relazione intavolata.
Questi, dolcemente accarezzato in cuore dai suoi elogi, lo accolse con un sorriso graziosissimo.
«Davvero, gli disse d’Artagnan, mi stimo fortunato di trovare qualcuno che voglia parlare la mia povera lingua. Il signor du Vallon mio amico è di carattere molto malinconico, talchè non gli si possono cavar di bocca quattro parole al giorno; i nostri due prigionieri, poi, capirete che hanno poca volontà di far conversazione.
«Sono realisti nell’anima, disse Groslow.
«Ragione di più perchè ci serbino rancore di aver preso lo Stuart, al quale spero che farete adesso un processo bello e buono.
«Eh! fece Groslow, lo conduciamo per questo appunto a Londra.
«E non lo perdete di vista, mi figuro.
«Capperi! lo credo, io! Lo vedete, aggiunse ridendo l’ufficiale, ha una scorta veramente regia!
«Oh! di giorno non v’è pericolo che vi sfugga, ma di notte....
«Di notte si raddoppiano le cautele.