In conclusione Groslow si mostrò pago del ricevimento.

Athos ed Aramis si mantennero nel loro carattere. A mezzanotte si ritirarono nella loro camera, della quale, col pretesto di sorveglianza, era stato aperto l’uscio. Inoltre d’Artagnan ve li accompagnò, lasciando Porthos alle prese con Groslow.

Porthos guadagnò cinquanta doppie a Groslow, e nell’andarsene lo ebbe per miglior compagno che non lo avesse giudicato dapprima.

Groslow, poi, si propose di rifarsi alla domane a pregiudizio di d’Artagnan della sconfitta subita con Porthos, e lasciò il Guascone rammentandogli il convegno fissato per la sera.

Diciamo la sera, imperciocchè i giuocatori si separarono alle quattro ore del mattino.

Trascorse la giornata al solito; d’Artagnan andava dal capitano Groslow al colonnello Harrison, e da questo a’ suoi amici. Per uno che non lo avesse conosciuto e’ pareva nel suo stato ordinario; pe’ suoi amici, vale a dire per Athos ed Aramis, il suo brio era tutto febbre.

«Che può egli macchinare? diceva Aramis.

«Aspettiamo, rispondeva Athos».

Porthos non fiatava; ma contava una dopo l’altra nel borsellino con aria di soddisfazione ostensibile le cinquanta doppie vinte al Groslow.

La sera arrivato a Ryston, d’Artagnan radunò gli amici. Gli si era dileguata dal volto quella maschera di noncurante giovialità che vi aveva tenuto sino allora.