«Fate pure, amico mio, rispose Athos, seno certo che quel che voi fate sta bene.
«E voi, Aramis, siete della stessa opinione?
«Interamente, caro d’Artagnan.
«Alla buon’ora! disse d’Artagnan, questi son veri credenti, e per loro v’è gusto a tentare dei miracoli; non è come l’incredulo Porthos, che vuol sempre vedere e toccare per credere.
«Realmente, fece Porthos maliziosamente, io sono molto incredulo».
D’Artagnan gli diede un colpetto sulla spalla, e siccome erano giunti alla fermata della colazione, fu troncata là ogni ciarla.
Verso le cinque ore di sera, a tenore del convenuto, si fece partire avanti Mousqueton. Mousqueton non parlava inglese, ma dacchè era in Inghilterra aveva osservata una cosa, ciò che Grimaud con l’abitudine del gesto aveva questo sostituito pienamente alla favella; sicchè si era applicato a studiare il gesto con Grimaud, ed in poche lezioni, mercè la superiorità del maestro, era giunto ad una certa forza: Blaisois lo accompagnò.
I quattro amici traversando la strada principale di Derby adocchiarono Blaisois ritto all’ingresso di un casamento di bellissima apparenza: ivi era apparecchiato il loro alloggio.
In tutta la giornata non si erano accostati al re per tema di dar sospetto, ed invece di pranzare alla tavola del colonnello Harrison, conforme aveano fatto il giorno innanzi, avevano desinato fra di loro.
All’ora stabilita, venne Groslow. D’Artagnan lo accolse siccome avrebbe accolto un che gli fosse stato amico da venti anni. Porthos lo squadrò da cima a fondo, e sorrise osservando che non ostante il colpo rimarchevolissimo da lui dato al fratello di Parry non era di forza eguale alla sua. Athos ed Aramis fecero quanto poterono onde occultare il disgusto che loro inspirava quell’indole grossolana e brutale.