«Il signor capitano Groslow previene i signori d’Artagnan e du Vallon che gli aspetta.
«Dove? domandò il tenente.
«Nella camera del Nabucodonosor inglese, fece il soldato, puritano per la vita.
«Va ottimamente, rispose in buon inglese Athos a cui andava il sangue al capo udendo quell’insulto fatto alla regia Maestà, dite al capitano Groslow che ci andiamo subito».
Poi, uscito il puritano, era dato l’ordine ai lacchè di por la sella ad otto cavalli, e ire ad attendere, senza separarsi uno dall’altro, nè metter piede a terra, sul canto di una contrada situata all’incirca venti passi lontano dalla casa dove il re era alloggiato.
LXVI. La partita a zecchinetta.
Erano nove ore di sera; si era cambiata la guardia alle otto, e da un’ora questa toccava a Groslow.
D’Artagnan e Porthos con le loro spade, ed Athos ed Aramis con un pugnale ciascuno nascosto in seno, si avanzarono verso la casa che in quella sera serviva di prigione a Carlo Stuart. Questi due ultimi seguivano i loro vincitori, umili e inermi in apparenza come due detenuti.
«Affè, disse Groslow quando li vide, non vi aspettavo più».
D’Artagnan gli si accostò, e gli disse piano: