«Ho fatto un duplice piano, rispose il Guascone.
«Sentiamo il primo.
«Se siamo tutti e quattro riuniti al mio segnale, e il segnale sarà la parola finalmente, voi immergete ciascheduno un pugnale nel cuore del soldato che avete più vicino; noi dal canto nostro facciamo altrettanto; ecco subito quattro uomini morti; dunque la partita diventa pari, giacchè siamo quattro contro cinque; quei cinque si arrendono, e si mette loro la sbarra in bocca; o si difendono, e gli uccidiamo. Se per caso il nostro ospite cambia parere, e non riceve a giuocare con lui altro che Porthos e me, cospettone! bisognerà ricorrere a gravi compensi picchiando a doppio: la cosa sarà più lunga e clamorosa, ma voi altri starete fuori con buone spade, e udendo il chiasso accorrerete.
«E se trafiggessero voi? domandò Athos.
«Non è possibile: rispose d’Artagnan, quei bevitori di birra sono troppo pesanti e sgarbati. E di più, Porthos, voi tirerete sulla gola: con ciò si ammazza più presto, e s’impedisce anco di urlare.
«Benone! fece Porthos, sarà un graziosissimo scannamento.
«Orribile! orribile! mormorò Athos.
«E via, signor sensibile! disse d’Artagnan, fareste ben di peggio in una battaglia. D’altronde, amico, se vi pare che la vita del re non vaglia ciò che deve costare, sia il tutto per non detto, ed io fo avvisare al signor Groslow che sono ammalato.
«No no, ho torto.... e voi avete ragione; perdonatemi, replicò Athos».
Nel momento fu aperto l’uscio, e venne un soldato dicendo malamente in francese: