Dette di nuovo nel ginocchio a Porthos, il quale si rizzò, quasi per isciogliersi le gambe intorpidite: però nel levarsi si accertò che la sua spada potesse uscire dal fodero facilmente.

«Corpo di Bacco! disse d’Artagnan, altri venti doppie perdute! Ma, capitano Groslow, avete troppa fortuna; non può durare così!»

E mise fuori altre venti monete.

«Capitano, un tiro solo; queste venti doppie in un botto, sull’ultimo.

«Sia pure, apprestò l’Inglese».

E voltò due carte, conforme è l’uso, un re per d’Artagnan, un asso per sè.

«Re! fece il tenente, è buon augurio.... Ehi! messer Groslow, aggiunse, badate al re!»

E non ostante il potere che aveva sovra sè stesso, lasciò trapelare dall’accento qualche cosa di straordinario che fece scuotere il suo avversario.

Groslow principiò a voltare le carte una dopo l’altra; se voltava prima un asso aveva vinto, se un re, avea perduto. Voltò un re.

«Ah! finalmente!» esclamò d’Artagnan.