«Principiate voi a credere, Athos, seguitò d’Artagnan, che ell’è una causa perduta, e che con gli Harrison, i Joyce, i Pridge ed i Cromvelli, non saremo mai in grado di metterci a pari?
«Il re sarà consegnato ai tribunali, ripicchiò Athos; lo stesso silenzio de’ suoi partigiani dà indizio di un complotto».
D’Artagnan si strinse nelle spalle.
«Ma, disse Aramis, se osano sentenziare il loro re, lo condanneranno all’esiglio o alla carcere, e questo è tutto».
Il nostro tenente guascone fischiettò la sua arietta di incredulità.
«Lo vedremo, fece Athos, giacchè mi figuro che andremo alle sedute.
«Non avrete mica da aspettar di molto, disse l’oste, perchè lo incominciano domani.
«Orsù, soggiunse Porthos, ma dunque era istrutto il processo avanti che fosse preso il re?
«Di certo! ribattè d’Artagnan, lo principiarono nel giorno ch’ei fu comprato.
«Sapete, proseguì Aramis, che il nostro amico Mordaunt fu quello che fece, se non il negozio, almeno le prime proposizioni.