Porthos alzò il braccio tremendo, lo fece sibilare per aria come una frombola, e la pesantissima mole cadde con gran fracasso sul cranio del vile e glielo infranse.
L’uomo cascò come farebbe un bue sotto la mazzuola.
I suoi camerati volevano gridare, fuggire, ma nella bocca mancò ad essi la voce, e sotto a loro si piegarono le gambe.
«Athos, continuò d’Artagnan, dite a costoro anche questo: — Così morranno tutti quelli che dimenticano che un uomo avvinto fra catene è una testa sacra, che un re prigioniero è due volte rappresentante del Signore — ».
Athos ripetè esattamente.
I due uomini, ammutoliti, irti i capelli, osservavano il corpo del compagno che sguazzava in una pozza di sangue nero; indi, ritrovando insieme e voce e forze, scapparono strillando a mani giunte.
«È fatta giustizia! disse Porthos asciugandosi la fronte.
«E adesso, disse d’Artagnan ad Athos, non dubitate di me e state quieto, assumo io su di me tutto quanto interessa il re Carlo».
LXIX. Whitehall.
Il Parlamento condannò a morte Carlo Stuart, secondo era agevole prevedersi. I giudizj politici sono quasi sempre vane formalità, conciossiachè le medesime passioni che fanno accusare fanno condannare pur anco. Tale è la terribile logica delle rivoluzioni.