LXXII. L’immascherato.

Quantunque fossero solamente le quattro ore pomeridiane, si faceva digià bujo; cadeva fitta e ghiaccia la neve. Aramis essendo tornato trovò Athos, se non privo dei sensi, però in sommo abbattimento.

Questi bensì alle prime parole dell’amico uscì dalla specie di letargo in cui era piombato.

«Ebbene! disse Aramis, vinti dalla fatalità!

«Vinti! ripetè Athos, re nobile e infelice!

«Siete forse ferito?

«No, questo è sangue suo».

Ed Athos si asciugava la fronte.

«Ov’eravate? domandò Aramis.

«Dove voi mi avete lasciato: sotto il palco.