Quegli accenti corsero direttamente al cuore di Athos e lo punsero come un ferro freddissimo.
«Sì, Maestà, egli rispose tremando.
«Amico fedele, cuor generoso, soggiunse Carlo, non potei essere da te salvato, non dovevo esserlo. Ora, quando anche dovessi commettere un sacrilegio, io ti dirò: Sì, ho parlato agli uomini, ho parlato a Dio, parlo a te per l’ultimo. Per sostenere una causa che ho creduta sacra, ho perduto il trono dei padri miei e distrutto il patrimonio de’ miei figli. Mi resta un milione in oro, l’ho sotterrato nelle cantine del castello di Newcastle al momento di lasciare quella città. Quel danaro, tu solo sai ch’esiste; fanne uso quando crederai che sia tempo pel maggior bene del figliuol mio primogenito. E adesso, conte di la Fère, ditemi addio.
«Addio, Maestà santa e martire, balbettò Athos gelando di terrore».
Vi fu breve silenzio, durante il quale parve ad Athos che il re si alzasse e cambiasse posizione.
Poi con voce piena e sonora, in maniera da essere udito non solo sul palco ma ben anco su la piazza, il re disse:
«Remember».
Appena aveva terminato di profferire questa parola un colpo terribile scosse il pavimento del palco; la polvere uscita dal panno acciecò il misero gentiluomo. Mentre questi per un moto macchinale alzava gli occhi e la testa, gli cadde sulla faccia una goccia calda. Athos retrocedè inorridito e nel medesimo istante le goccie si convertirono in uno scroscio nero che sprillò sul pavimento.
Athos cascato ginocchioni rimase alquanto come colpito da impotenza e demenza. In breve dal romorìo che scemava, ei comprese che si allontanava la folla: stette ancora un momento fermo, mutolo, in costernazione. Indi volgendosi, andò ad attuffare la cima del suo fazzoletto nel sangue del re martire: poscia, siccome la moltitudine si allontanava sempre più, egli scese, ruppe il panno, si cacciò fra mezzo a due cavalli, si mischiò fra il volgo del quale indossava il vestimento, e fu il primo ad arrivare alla taverna.
Salito alla propria camera, si guardò allo specchio, vide che aveva sulla fronte una larga macchia rossa, vi si portò la mano, e la ritolse piena del sangue del re, e svenne.