Il travestito mosse un passo verso il re, e si appoggiò sulla scure.
«Non voglio che tu mi sorprenda; continuò Carlo, io m’inginocchierò per pregare; sicchè non dar peranche il colpo.
«E quando lo darò?
«Allorchè io poserò il collo e stenderò le braccia dicendo: Remember (rammentatevi) allora dà pure liberamente».
Il travestito fece un piccolo inchino.
«Ecco il momento di abbandonare il mondo, disse il re a quei che gli erano attorno, signori, io vi lascio in mezzo alla procella, e vi precedo in quella patria che non conosce procelle: addio».
Guatò Aramis, e gli fe’ col capo un cenno particolare.
«Adesso, seguitò, allontanatevi e lasciatemi far sommessamente la preghiera. Fatti da parte tu pure (disse all’immascherato); è per un sol momento, e so che sono cosa tua, ma rammentati di non percuotere se non dopo il segnale».
Carlo s’inginocchiò, si fece il segno della croce, accostò la bocca ai tavoloni quasi avesse voluto baciare la piattaforma; indi appoggiandosi da una mano al pavimento e dall’altra al ceppo disse in francese:
«Conte di la Fère, siete voi costì, e posso parlare?»