Componevasi essa di due piccoli battaglioni di fanteria formati intieramente di negri e di qualche migliaio di cavalieri, che lasciando vuote le squadre anche negli accampamenti militari, non correvano sotto la bandiera che nei giorni del pericolo. Aveva un considerevole materiale d'artiglieria leggiera, ma il personale di quest'arme si conduceva come quello della cavalleria; il servizio dello stato maggiore come quello dell'armata potea dirsi nullo essendo anche frammezzo ai comandanti superiori, uomini cui sarebbe riuscito malagevole il comandare una manovra.
Le diverse divisioni dell'esercito confidate a comandanti generali patian difetto esse pure d'una organizzazione militare. Invano avresti cercato un arsenale da guerra su tutto il territorio della repubblica. E siccome a nessuno cadeva in pensiero che la repubblica potesse toccare una disfatta, questa avvenendo sarebbe stata irreparabile.
Montevideo poi già da molto non era più città di difesa; le sue mura erano state atterrate fino dal 1833. Il governo che vi aveva stabilito residenza era composto di uomini deboli, capaci sì di fare il loro dovere nelle circostanze ordinarie, ma incapaci di forti risoluzioni in caso disperato.
Ora la condizione di Montevideo era terribile. Alla nuova della perdita della battaglia d'Arroyo-Grande, la popolazione fu come colta da fulmine e tutti i patriotti curvarono il capo, mentre che gli amici di Oribe, cioè i partigiani dello straniero, apersero l'animo alle speranze e cospirarono apertamente per Rosas per distruggere così la Repubblica orientale.
Allora alcuni uomini di patriottismo e d'azione che trovavansi a Montevideo spinsero il governo a energiche misure per la difesa della città. E fu per essi che si decretò un'armata di riserva nominando a comandarla il generale Paz rifugiato in Montevideo, che si chiamarono alle armi tutti gli uomini dai 14 ai 50 anni, che si affrancarono gli schiavi onde farli soldati; ma tutte queste misure avevano l'impronta della debolezza ed erano perciò spoglie d'ogni autorità. Esse venivano dettate non con quella fede sincera nella possibilità della difesa, fede che avrebbe fatto la loro forza, ma chiaramente per salvare la responsabilità di quelli che le dettavano e che sostituivano così l'agitazione all'attività, la febbre all'energia; e fin d'allora le risorse dell'autorità furono esauste, e il governo si vide male obbedito, perchè non rispettato.
Fu da mezzo il campo che s'alzò il primo vero grido di guerra contro l'armata nemica e quel grido venne dal comandante generale del dipartimento di Mercédès, dal colonnello Pacheco y Obes.
Appena il disastro d'Arroyo-Grande fu conosciuto, il colonnello Pacheco y Obes, non ricevendo consiglio che dal suo patriottismo, prese sul momento le misure le più energiche per organizzare una forza militare. Prima ancora del governo egli aveva colla sola sua autorità individuale proclamato la libertà degli schiavi, cassando con un sol frego di penna questa grande quistione che si dibatte da un secolo in Europa e innanzi a cui si ritrae da sessant'anni il governo degli Stati-Uniti.
Il distretto di Mercédès comprendeva tre piccole città dai due ai tremila abitanti ciascuna. Pacheco fatta una leva in massa inreggimentò i cittadini, li armò, li disciplinò, creò fabbriche d'armi, e senz'altre risorse in fuori di quelle che egli seppe trarre dal patriottismo del paese al quale egli fece appello, venti giorni dopo la battaglia d'Arroyo-Grande, si presentava alla sua volta in campo con 1,200 uomini armati ed equipaggiati, che ebbero l'onore di scambiare coi soldati di Rosas i primi colpi di fucile che furono tratti per la santa difesa del paese.
I suoi caldi e risoluti proclami, la sua fede nel trionfo della causa nazionale rialzarono l'entusiasmo accasciato, e siccome era chiaro che un uomo che agiva in tal modo doveva sperare, — ognuno sperò. Ecco poi come s'esprime il giornale officiale di Montevideo del 31 dicembre del 1842 parlando della condotta del colonnello Pacheco y Obes.
«Noi sappiamo di offendere la modestia del prode capo del distretto di Mercédès; ma come tacersi mentre ogni giorno mostrasi ai nostri occhi un nuovo segno della sua incessante attività, della sua nobile coscienza, della sua alta capacità? Il colonnello Pacheco y Obes ci prova che noi abbiamo alla circostanza uomini d'azione, di consiglio e di governo atti a salvare la patria».