Già che abbiamo nelle mani questa Gaceta Mercantile, apriamo il N. 5903, alla data del 20 settembre 1842, e noi vi troveremo un rapporto officiale di Manuel-Antonio Saravia, impiegato nell'armata d'Oribe. Questo rapporto contiene una lista di diciassette individui, fra i quali un capo battaglione ed un capitano che furono fatti prigionieri a Numayan e subirono il castigo ordinario della PENA DI MORTE.

Giacchè parliamo dell'illustre e virtuoso Oribe, ci sosterremo alquanto; noi troviamo il suo nome nel N. 3067 del Diario de la Tarde del 22 ottobre 1841 in occasione della battaglia di Monte-Grande, di cui egli ha fatto il rapporto; in questa relazione officiale si leggono le linee seguenti:

«Quartier generale al Ceibal,
14 settembre 1841.

»Fra i prigionieri s'è trovato il traditore selvaggio unitario ex-colonello Facundo Borda, che fu giustiziato sull'istante medesimo unitamente ad altri sedicenti officiali tanto di cavalleria che d'infanteria.

»M. Oribe.»

Un traditore dà nelle mani di Oribe il governatore di Tucuman ed i suoi officiali: ed egli, l'illustre, il virtuoso dà quella nuova a Rosas in questi termini:

«Quartier generale di Metan,
3 ottobre 1841.

»I selvaggi unitarii che mi ha consegnato il comandante Sandeval, e che sono: Marcos, M. Avellaneda preteso governatore di Tucuman, colonnello J. M. Vilela, capitano José Espejo ed il luogotenente in primo, Leonardo Sosa, sono stati sul momento giustiziati, nella forma ordinaria, ad eccezione d'Avellaneda, cui ho ordinato di tagliare il capo per essere esposto agli sguardi del pubblico sulla piazza di Tucuman.

»M. Oribe.»

Ma Oribe non è il solo luogotenente di Rosas che sia incaricato delle esecuzioni del dittatore, vi è pure un certo Maza che gli organi di Rosas si sono dimenticati di qualificare l'illustre ed il virtuoso, e che non per tanto merita questo doppio titolo, come si può vedere in questa lettera inserita nel numero 5483 della Gaceta, in data del 6 dicembre 1841.