»Il preteso selvaggio unitario, Mariano Acha è stato decapitato ieri, e la sua testa esposta agli sguardi del pubblico.

»Firmato Angelo Pacheco.»

Quest'Angelo Pacheco è un cugino del generale Pacheco y Obes, ma che segue, come si vede, una strada differente da quello. Voi avete letto sul rapporto di Santos Ramirez anche la frase: tra loro, cioè fra i prigionieri, v'ha un figlio di La Madrid. Ebbene aprite la Gaceta Mercantile, N. 5703, del 21 aprile 1842 e vi troverete questa lettera scritta da Nazaro Benavidès a don Juan Manuel Rosas:

«Mira florès, in marcia, 7 luglio 1842.

«Nei miei dispacci precedenti io vi ho detto i motivi per i quali io riteneva il selvaggio Ciriaco La Madrid (figlio del Peloso); ma sapendo che quest'ultimo s'è indirizzato a parecchi capi della provincia per trascinarli alla defezione, io ho fatto, al mio arrivo a Rioja, decapitare il primo come pure il selvaggio unitario, Manuel-Julian Frias, nativo di Santiago.

» Segnato: Nazaro Benavidès.»

Il generale Don Manuel Oribe, colui che gli organi di Rosas chiamano l'illustre, il virtuoso Oribe, ha comandato per qualche tempo le armate di Rosas, incaricato di sottomettere le Provincie argentine. Una delle sue divisioni disfece, il 15 aprile 1842, sul territorio di Santa-Fè, le forze comandate dal generale Juan Pablo Lopez. Nel numero dei prigionieri si trovò il generale Don Apostol Martinez. Leggete il bullettino del fatto d'arme, pubblicato a Mendoza, questo bullettino contiene una lettera segnata dall'illustre e virtuoso Oribe; essa è indirizzata al generale Aldao governatore della provincia:

«Dal quartier generale delle Barrancas
de Coronda, il 17 aprile 1848.

» ...... Trenta e tanti morti e parecchi prigionieri, fra i quali il preteso generale selvaggio Juan Apostol Martinez, al quale è stata tagliata ieri la testa, ecco il risultato di questo fatto onorevole per le nostre armi federali. Io mi congratulo con voi di questo glorioso successo e mi dico vostro servitore devoto

»M. Oribe.»