L'audacia di Solis, che per aver da un anno scoperto il Rio-Janeiro, volle, lasciate nella baja due delle navi, avventurarsi sulla terza nell'imboccatura del fiume, ebbe a costargli la vita. Tratto in inganno dai segni d'amicizia degli Indiani, diè in un'imboscata, per cui, fatto a pezzi, venne arrostito e mangiato sulle rive d'un ruscello, che in memoria di questo orribile misfatto, ritiene tuttora il nome di arroyo (ruscello) di Solis.

Quest'orda d'Indiani antropofagi, valorosi figli della primitiva tribù dei Charruas[3], signoreggiava il paese del pari che all'estremo continente gli Uroni ed i Sioux. Riuscita vana ogni prova agli Spagnuoli per sottometterli, fu necessità fondar Montevideo tra continui attacchi di giorno e di notte, e, grazie a questa resistenza, Montevideo, che ha appena cent'anni di vita, è una delle più moderne città del continente americano.

Da ultimo, sullo scorcio del passato secolo, sorse un uomo che a questi naturali signori della costa, diè una guerra di sangue e d'esterminio. Nei tre ultimi combattimenti, serrate le donne ed i figli in mezzo alle schiere, come gli antichi Teutoni, caddero tutti senza dar addietro d'un passo. Monumento di questa suprema disfatta, il viaggiatore che tien dietro alle tracce della civiltà, Dea che segue il cammino del sole d'oriente ad occidente, vede ancor oggi, ai piedi dell'Acegua biancheggiare gli ossami degli ultimi Charruas.

Il nuovo Mario, vincitore di questi Teutoni novelli, era il comandante della campagna, Giorgio Pacheco, padre del generale Pacheco y Obes in missione per Montevideo presso il governo francese.

Ma questi aveva a combattere più gagliardi nemici e meno facili degli Indiani, come quelli che avvalorava non una fede religiosa che venía meno di giorno in giorno, sibbene un materiale interesse che andava a mille doppi crescendo. Dessi erano i contrabbandieri del Brasile, che dai selvaggi distrutti ricevevano tale eredità di vendetta.

Ora essendo il sistema proibitivo prima base del commercio spagnuolo, una guerra ostinata tra il comandante della campagna ed i contrabbandieri che ora per frode, ora per forza tentavano introdurre sul territorio di Montevideo le loro stoffe e il loro tabacco era conseguente necessità. La lotta fu dunque lunga, disperata, mortale. Mentre Don Giorgio Pacheco, uomo di forze erculee, di figura gigantesca e singolare perspicacia, tenea per fermo averli se non distrutti (impossibile), allontanati dalla città, essi di bel nuovo comparvero più vigorosi, più destri, più compatti sotto il freno di una volontà unica, potente, coraggiosa.

Quale la causa di questa ostinatezza del nemico?

Le spie mandate a tal uopo dal Pacheco, ritornarono con un sol nome sulla bocca; Artigas!

Era questi un giovine dai venti ai venticinque anni, di cuore come un vecchio spagnuolo, destro come un Charrua, sveglio come un Gaucho[4]. Egli tenea delle tre razze, se non il sangue, lo spirito.

La lotta fu allora singolarissima; da una parte la scaltrezza del contrabbandiere prestante di gioventù e vigoria; dall'altra la potenza del vecchio Pacheco, cui forse venía meno, se non la forza, il volere. Durò per quattro o cinque anni la guerra, in cui Artigas sempre battuto, non vinto, parea riprendesse nuovo vigore, ritornando all'attacco. Finalmente l'uomo della città si ristette, e pari a un antico romano che dell'orgoglio facea sacrifizio sull'altar della patria, rassegnava i suoi poteri al governo spagnuolo proponendo in sua vece Artigas, capo della campagna, come il solo che potesse frenare il contrabbando. La Spagna accettò; e come un bandito romano, fatta la sommissione al papa, passeggia ammirato le città, di cui poco anzi era il terrore. Artigas entrò trionfalmente in Montevideo a riprendere l'opera d'esterminio del suo predecessore. Diffatti nel giro d'un anno i contrabbandieri eran dispersi. Ciò avveniva nel 1782 al 1783. Artigas, in allora dell'età di 27 o 28 anni, vive tuttodì a 93 anni in una piccola quinta del Presidente del Paraguay. Quest'uomo bello, coraggioso e fortissimo, segna l'epoca d'una delle tre potenze che signoreggiarono Montevideo.