A tal fine egli richiese il governo d'un comando dell'armata che movea contro i selvaggi Indiani. Il governo che lo temeva, avvisando di allontanarlo coll'accedere al suo desiderio, gli diè tutte le truppe di cui gli era fatto disporre, dimentico che correva a rovina accrescendo le forze di Rosas.

Costui trovatosi a capo dell'armata, promossa una rivoluzione a Buenos-Ayres che lo chiamò al potere, non volle accettarlo che a quelle condizioni, che la forza armata del paese in sue mani poteva imporre, e rientrò in Buenos-Ayres dittatore assoluto, cioè con toda la suma del poder público; colla somma del pubblico potere.

Fu sua prima vittima il governatore generale Juan Ramon Balcarce, uomo distinto nella guerra dell'indipendenza, e tra i capi del partito federale di cui Rosas si diceva il sostegno. Nobil di cuore e d'una fede nella patria ardentissima, credendo pure le intenzioni di Rosas, s'era molto adoperato alla sua fortuna. Egli morì proscritto; e quando il suo cadavere ripassò la frontiera, la famiglia non potè, per divieto di Rosas, rendergli non solo i pubblici onori d'un governatore, ma neppure gli estremi uffici dovuti al cittadino.

Il vero potere di Rosas ebbe dunque principio nel 1833. Gli istinti crudeli, che procacciarongli poi una celebrità di sangue, non mostraronsi in piena luce nei primi tempi del suo governo, se ne togli la fucilazione del maggior Montero, e dei prigionieri di San Nicolò. Non è però a tacersi che avvenivano in quel torno alcune morti oscure e inaspettate, che la storia registra severa in lettere di sangue nel libro delle nazioni. Diffatti scomparvero due capi della campagna di cui Rosas potea temer la potenza; morirono del pari in quei giorni Arbolito e Molina. È forse in tal modo che perivano i due consoli che accompagnavano Ottavio alla battaglia d'Azio.

Ora ci corre debito far più intima conoscenza con Rosas già dittatore, e che nondimeno tocca appena la soglia di quel potere, che non gli fuggirà più dalle mani.

Nel 1833 Rosas ha trentacinque anni, di aspetto europeo, di biondi capelli, di colorito bianchissimo, di occhi azzurri, porta soltanto la barba tagliata all'altezza della bocca. Bello il suo sguardo se fosse dato giudicarlo, avendo per costume volgerlo a terra anche in faccia agli amici, ch'egli conosce avergli sempre nemici. Dolce la voce, e all'uopo, insinuante la parola; d'animo vigliacco e ferocemente astuto: proclive alle mistificazioni, ne faceva suo scopo esclusivo prima ch'ei s'occupasse di cose più serie; ora gli è una distrazione e nulla più. Come si vedrà da questi due esempi, le sue mistificazioni erano brutali, come il suo carattere che accoppia la scaltrezza alla ferocia.

Una sera invitato a commensale un amico, nascosto il vino destinato alla cena, lasciò solo sulla mensa una bottiglia di quel Leroy, alla cui fama non manca che l'esser nato al tempo di Molière. L'amico, gustato il liquore e trovatolo abbastanza piacevole, ne votò la bottiglia lungo la cena, mentre Rosas non prese che acqua. Nella notte l'amico ebbe quasi a morirne. Rosas ne rise molto, e se quegli fosse morto ne avrebbe, fuor di dubbio, riso moltissimo.

Era suo passatempo, allorchè veniva a lui qualche pueblero (abitante della città), costringerlo a salire i più sfrenati cavalli, e la sua gioia era maggiore, se più grave la caduta del cavaliere.

Nel governo poi tra i più difficili affari, erano suoi consiglieri i giullari e i buffoni. Nell'assedio di Buenos-Ayres nel 1829, avea quattro di questi infelici presso di sè; creatili monaci, erasene, di privata autorità, costituito priore; e li chiamava fray Bygûa, fray Chaja, fray Lechusa, e fray Biscacha[11]. Amava pure immensamente i confetti, ed aveane nella sua tenda d'ogni maniera, nè con minore affetto li amavano i frati. Or come spesso avveniva che ne mancasse buon numero, Rosas chiamava i fratelli a confessione. Sapendo essi qual premio la menzogna aspettasse, il reo confessava, che spogliato all'istante degli abiti, venia vergheggiato da' suoi compagni.

Tutti conoscono in Buenos-Ayres, Eusebio il molatto di Rosas, cui un giorno di pubblica festa, prese il talento di fare per lui, ciò che madama Dubbarry faceva a Lucienne del suo negro Zamore; ed Eusebio vestito degli abiti del governatore ebbe a ricevere gli omaggi delle autorità al luogo del suo signore.