Appena il martello ebbe ripercosso sotto la mano del giovane, che il tumulto cessò, che alcuni passi si avvicinarono, che la porta si aprì, e che d'Artagnan colla spada sguainata si slanciò nell'appartamento di mastro Bonacieux, la di cui porta, senza dubbio mossa dalle suste, si richiuse da se stessa dietro a lui.
Allora quelli che abitavano ancora la disgraziata casa di Bonacieux, ed i vicini più prossimi, intesero delle grandi grida, un pestìo, un percuotersi di spade ed uno strepito prolungato di mobili. Quindi, un momento dopo, quelli che, sorpresi da questo rumore, si erano messi dalle finestre per conoscere la causa, poterono vedere la porta aprirsi e quattro uomini vestiti di nero, non sortire, ma slanciarsi come corvi infuriati lasciando per terra e agli angoli dei pezzi di penne delle loro ali, vale a dire dei brani dei loro vestiti, e degli avanzi dei loro mantelli.
D'Artagnan era vincitore, bisogna però dirlo, senza molta pena, perchè un solo di quei birri era armato e si difendeva ancora per sola formalità. Egli è però vero che gli altri tre avevano cercato di accoppare il giovane colle sedie, gli scanni e la terraglia; ma due o tre sgraffiature fatte colla spadaccia del Guascone li avevano spaventati. Dieci minuti erano stati sufficienti a questa sconfitta, e d'Artagnan era rimasto padrone del campo di battaglia.
I vicini che avevano aperte le loro finestre col sangue freddo particolare agli abitanti di Parigi in quei tempi di sommosse e di risse perpetue, le richiusero dappoichè ebbero veduto fuggire i quattro uomini neri; il loro istinto loro indicava che pel momento tutto era finito.
D'altronde si faceva tardi, e, allora come adesso, si andava a letto di buon'ora nel quartiere del Luxembourg.
D'Artagnan, rimasto solo con la sig. Bonacieux, si voltò verso di lei. La povera donna era rovesciata sopra un sofà e mezzo svenuta. D'Artagnan l'esaminò con un rapido colpo d'occhio.
Era una graziosa donna di venticinque ai ventisei anni, bruna, cogli occhi blu, col naso un tantino rialzato, i denti ammirabili, un colorito marmorizzato di color rosa e opale. Là però si fermavano i segni che potevano farla confondere con una gran dama: le mani erano bianche, ma senza finezza di forme; i piedi non annunziavano la donna di qualità. Fortunatamente d'Artagnan non era ancor giunto a preoccuparsi di questi dettagli.
Nel mentre che d'Artagnan esaminava la sig. Bonacieux, e, come abbiam detto non era ancora giunto ai piedi, egli vide in terra un fazzoletto di fina battista, che egli raccolse, secondo la sua abitudine; e ad un angolo del quale riconobbe la stessa cifra che aveva veduta nel fazzoletto che per poco non fu causa che si tagliasse la gola con Aramis.
Da quel tempo d'Artagnan non si fidava dei fazzoletti con lo stemma, egli rimise dunque quello che aveva raccolto nella saccoccia della sig. Bonacieux.
In questo momento la sig. Bonacieux riprendeva i suoi sensi. Ella aprì gli occhi, guardò con terrore intorno a lei, vide che l'appartamento era vuoto, e che ella era sola col suo liberatore. Ella gli stese subito le mani sorridendo. La sig. Bonacieux aveva il più grazioso sorriso del mondo.