— Avete molta premura a rivedermi?
— Certamente.
— Ebbene riposate su me di questa cura e siate tranquillo.
— Io conto sulla vostra parola.
— Contatevi.
D'Artagnan salutò la sig. Bonacieux, lanciandole lo sguardo più amoroso che gli fu possibile di concentrare sulla di lei piccola e graziosa persona, e nel mentre che egli discendeva la scala, intese la porta chiudersi dietro a lui a doppio giro. In due salti fu al Louvre, sonavano le dieci ore quando egli giunse alla porta secreta dell'Echelle. Tutti gli avvenimenti che noi abbiamo raccontati erano accaduti in una mezz'ora. Tutto passò come lo aveva annunziato la sig. Bonacieux. Alla parola d'ordine convenuta, Germano s'inchinò; dieci minuti dopo Laporte era nel corridoio; in due parole d'Artagnan lo mise al fatto e gl'indicò ove era la sig. Bonacieux. Laporte si assicurò per due volte dell'esattezza dell'indirizzo e partì correndo. Però, non appena ebbe fatti dieci passi che ritornò addietro.
— Giovane, diss'egli a d'Artagnan; un consiglio.
— Quale?
— Voi potreste essere molestato per ciò che è accaduto.
— Voi lo credete?