Non appena erano stati dati tre colpi, che gli sportelli interni si aprirono, e che un lume comparve attraverso l'invetriata.
— Ah! ah! fece l'osservatore, non per le porte, ma per le finestre, ah! ah! la visita era aspettata. Andiamo, l'invetriata si apre, e la dama entrerà con una scalata. Benissimo.
Ma a gran meraviglia di d'Artagnan l'invetriata rimase schiusa. Di più, il lume che aveva rischiarato per un istante, disparve, e tutto rientrò nell'oscurità.
D'Artagnan pensò che ciò non poteva durare così lungamente, e continuò a guardare con tutti i suoi occhi e ad ascoltare con tutte le sue orecchie.
Egli aveva ragione; in capo a qualche secondo si fecero sentire due colpi nell'interno. La giovine dalla strada rispose con un sol colpo, e l'invetriata si apri d'alquanto.
Si giudichi se d'Artagnan guardava ed ascoltava con avidità.
Disgraziatamente il lume era stato trasportato in un altro appartamento. Ma gli occhi del giovane si erano abituati alla notte. D'altronde gli occhi dei Guasconi hanno, a quanto si assicura, come quelli dei gatti, la proprietà di vedere durante la notte.
D'Artagnan vide adunque che la giovane cavava di saccoccia un oggetto bianco che ella spiegò vivamente e che prese la forma di un fazzoletto spiegato, e di questo oggetto ella ne fece rimarcare un angolo al suo interlocutore.
Ciò richiamò al pensiero di d'Artagnan quel fazzoletto che aveva ritrovato ai piedi della signora Bonacieux, il quale gli aveva ricordato quello ai piedi di Aramis.
Che diavolo poteva dunque significare quel fazzoletto?