D'Artagnan riflettendo ai suoi futuri amori ora parlando alla luna, ora sorridendo alle stelle, risaliva la strada di Cerca mezzogiorno o Caccia-mezzogiorno, come si chiamava allora. Quando egli si ritrovò nel quartiere di Aramis, gli venne idea di andare a fare una visita al suo amico per dargli qualche spiegazione sui motivi che gli aveva fatto inviare Planchet con l'invito di portarsi immediatamente alla trappola. Ora, se Aramis si era ritrovato in casa quando Planchet vi era venuto, egli era senza dubbio accorso alla strada Fossoyeurs, non trovandovi forse alcuno se non che i suoi compagni, non avevano dovuto sapere nè l'uno nè gli altri ciò che questo voleva dire. Questo incomodo adunque meritava una spiegazione; ecco ciò che diceva a se stesso d'Artagnan ad alta voce.
Poi sotto voce diceva che per lui sarebbe stata una occasione di parlare della piccola e bella Bonacieux, di cui il suo spirito, se non il suo cuore ne era già tutto pieno. Non è sul conto di un primo amore che abbisogni di domandare secretezza. Questo primo amore è accompagnato da una gioia sì grande che bisogna che questa gioia straripi, senza di che ella vi soffocherebbe.
Da più di due ore Parigi era tetro e cominciava ad essere deserto; cominciavano a suonare le undici ore a tutti gli orologi del sobborgo S. Germano, faceva un tempo dolce. D'Artagnan seguiva una stradella situata nel luogo ove in oggi passa la strada d'Assas; respirando le emanazioni imbalsamate che venivano col vento dalla strada di Vaugirard e che erano inviate dai giardini rinfrescati dalla rugiada della sera e dalla brezza della notte. Da lungi si risonavano, assorditi però da delle buone invetriate, i canti di alcune bettole, sparse nella pianura. Giunto all'estremità della stradella, d'Artagnan voltò a sinistra. La casa che abitava Aramis era posta fra la strada Cassette e la strada Servandoni.
D'Artagnan aveva appena oltrepassata la strada Cassette e riconosceva già la porta della casa del suo amico, nascosta dalle foglie e dalle piante di sicomori e di clematidi che formavano un vasto tendinaggio dinanzi ad essa, allorquando si accorse che qualche cosa a guisa di un'ombra sortiva dalla strada Servandoni. Questo qualche cosa era avviluppata in un mantello, e d'Artagnan credè sulle prime che fosse un uomo; ma alla piccolezza della statura, all'incertezza del portamento, all'imbarazzo dei passi, egli riconobbe ben presto una donna, quasi che non fosse stata ben sicura della casa che cercava, alzava gli occhi per riconoscerla, si fermava, tornava addietro, poi ritornava ancora, D'Artagnan fu intrigato.
— Se io andassi a offrire i miei servigi? pensò egli, dal suo andamento si vede che è giovane; forse sarà ancor bella. Oh! sì! Ma una donna che corre le strade a quest'ora, certamente non sorte che per andare a raggiungere il suo amante. Peste! se io andassi a disturbare un appuntamento, questo sarebbe un cattivo modo per entrare in relazione.
Frattanto la donna si avanzava sempre, contando le case e le finestre. Che del resto non era cosa nè lunga nè difficile. Non v'erano che tre fabbricati in quella parte di strada e due sole finestre guardavano sulla strada. Una era gialla, di un padiglione parallelo a quello che occupava Aramis, l'altra era quella dello stesso Aramis.
— Per bacco! disse a se stesso d'Artagnan, al quale ritornava al pensiero la nipote del filosofo; per bacco! sarebbe bella che questa colomba smarrita cercasse la casa del nostro amico. Ma sull'anima mia quella vi rassomiglia molto. Ah! mio caro Aramis, per questa volta io voglio averne il cuore pulito.
E d'Artagnan si faceva più piccolo che poteva, si celava nella parte più oscura della strada, vicino ad un sedile di pietra situato nel fondo di una nicchia. La giovane donna continuò ad avanzarsi, giacchè oltre la leggerezza del suo camminare che l'aveva tradita, ella aveva fatto sentire una tosse leggiera che denunziava una delle voci le più fresche. D'Artagnan pensò che questa tosse fosse un segnale.
Frattanto, sia che fosse stato risposto alla tosse con un segnale equivalente che aveva fissato le irresoluzioni della notturna cercatrice, sia che senza soccorso estraneo ella avesse riconosciuto che era giunta alla meta della sua corsa, ella si avvicinò risolutamente alla invetriata d'Aramis, e battè tre volte a intervalli uguali col dito ricurvato.
— È precisamente all'alloggio d'Aramis, mormorò d'Artagnan. Ah! sig. ipocrita vi rivoglio a disputare di filosofia!