Fatta la sua visita al sig. de Tréville, d'Artagnan prese tutto pensieroso la strada più lunga per ritornarsene a casa.
A che cosa pensava d'Artagnan, che in tal guisa si allontanava dalla sua strada guardando le stelle del cielo, ora sospirando ora ridendo?
Egli pensava alla sig. Bonacieux. Per un alunno moschettiere, la giovane sposa era quasi un amoroso ideale. Bella, misteriosa, iniziata in quasi tutti i secreti della corte che riverberavano tanta graziosa gravità sugli affabili di lei lineamenti, era sospettata di non essere insensibile, cosa che forma un'attrattiva irresistibile per gli amanti novizi; di più, d'Artagnan l'aveva liberata dalle mani dei suoi demoni che volevano frugarla e maltrattarla, e questo importante servizio aveva stabilito fra lei e lui uno di quei sentimenti di riconoscenza che tanto più facilmente prendono un carattere più tenero.
D'Artagnan si vedeva già, tanto i sogni camminano presto sulle ali della immaginazione! si vedeva già accostato da un messaggere della giovane sposa che gli rimetteva qualche biglietto di appuntamento, una catena d'oro, un diamante ec. Noi abbiamo detto che i giovani cavalieri ricevevano senza vergognarsi dei danari dai re, aggiungiamo che in quei tempi di corrotta morale, essi non avevano maggior vergogna sul conto delle loro amiche, e queste lasciavano lor sempre dei preziosi e durevoli ricordi, come se esse avessero tentato di conquistare la fragilità dei loro sentimenti colla solidità dei loro regali.
Allora si faceva la sua carriera per mezzo delle donne senza arrossire. Quelle che non eran che belle, andavano superbe della loro bellezza, e di là veniva senza dubbio il proverbio: la più bella giovane riporta la palma e domina le volontà; quelle che erano ricche profondevano inoltre una parte del loro danaro, e si potrebbe citare un buon numero di eroi di quell'epoca galante che non avrebbero guadagnato nè i loro speroni in sulle prime, nè le loro battaglie in seguito, senza la borsa più o meno piena che la loro amica attaccava all'arcione della loro sella.
D'Artagnan non possedeva niente, l'esitazione del provinciale, vernice leggera, fiore effimero, amo da pesca, si era evaporata al vento dei consigli poco ortodossi che i tre moschettieri davano al loro amico. D'Artagnan seguendo lo strano costume del tempo si riguardava a Parigi come in campagna, e ciò nè più ne meno che nelle Fiandre: lo Spagnuolo laggiù, la donna qui, dappertutto vi è un nemico da combattere, delle contribuzioni da cogliere.
Ma diciamolo, in questo momento d'Artagnan era commosso da un sentimento più nobile e disinteressato. Il merciaio gli aveva detto che egli era ricco; il giovane aveva potuto indovinare che con uno sciocco, come il sig. Bonacieux, doveva essere la donna che doveva tenere la chiave della borsa. Ma tutto ciò non aveva influito niente sul sentimento prodotto dalla vista della signora Bonacieux, e l'interesse era rimasto quasi del tutto estraneo a questo principio d'amore che ne era stato la conseguenza. Noi diciamo quasi del tutto, perchè l'idea che una giovane bella, graziosa, spiritosa, e nello stesso tempo ricca, non toglie niente a questo principio di amore, anzi al contrario lo corrobora. Vi è nel bene stare una folla di premure e di capricci aristocratici che vanno d'accordo con la bellezza. Una calza fina e bianca, una veste di seta, uno sciallo di merletti, una bella scarpa al piede, un nastro nuovo sulla testa, non fanno bella una donna brutta, ma fanno più bella una donna bella; senza contare le mani che guadagnano in tutto questo, le mani, particolarmente nelle donne, hanno bisogno di restare oziose per restare belle. Quindi d'Artagnan, come lo sa benissimo il lettore al quale non abbiamo tenuto nascosto lo stato della sua fortuna, d'Artagnan non era milionario; egli sperava bene di divenirlo un giorno, ma il tempo che egli si prefiggeva da se stesso per questo felice cambiamento era molto lontano. Frattanto, quale disperazione di vedere una donna che si ama desiderare quei mille niente di cui le femmine compongono la loro felicità e di non poterle dare questi mille niente! almeno quando la donna è ricca e che l'amante non lo è, ciò che egli non può offrirle, ella se lo offre da se stessa, e quantunque ordinariamente sia col denaro del marito che ella si procura questi godimenti, è difficile che sia a lui che ne venga la riconoscenza.
Quindi d'Artagnan, disposto ad essere l'amante più tenero, era frattanto l'amante più affezionato, in mezzo ai suoi progetti amorosi sulla moglie del merciaio, egli non dimenticava i suoi. La bella signora Bonacieux era donna da condurre al passeggio sulla spianata di S. Dionigi, o alla fiera di S. Germano in compagnia d'Athos, Porthos e di Aramis ai quali d'Artagnan sarebbe stato superbo di poter mostrare una tal conquista. Quando uno poi ha camminato lungamente, viene la fame; d'Artagnan da qualche tempo aveva fatto osservazione a questo. Si sarebbero fatti di quei piccoli pranzi graziosi in cui da una parte si tocca la mano all'amico e dall'altra il piede all'amica. Finalmente, nei momenti pressanti, nelle posizioni estreme, d'Artagnan sarebbe il salvatore dei suoi amici.
E il signor Bonacieux, che d'Artagnan aveva spinto nelle mani degli sbirri rinnegandolo ad alta voce e promettendogli a bassa voce di salvarlo? noi dobbiamo confessare ai nostri lettori che d'Artagnan non vi pensava in alcun modo; e che se egli vi pensava era per dire che egli stava bene dov'era, qualunque fosse il luogo. L'amore è la più egoista di tutte le passioni.
Frattanto i nostri lettori si assicurino che, se d'Artagnan dimentica il suo ospite, o fa sembianza di dimenticarlo sotto il pretesto che non sa ove lo hanno condotto, noi non lo dimentichiamo e noi sappiamo dove egli è. Ma pel momento facciamo come l'amoroso Guascone. In quanto al degno merciaio noi vi ritorneremo più tardi.