E si svenne una seconda volta.

E lo stesso, disse l'oste: io ne perdo due, ma mi resta questo, che almeno son sicuro, di trattenere qualche giorno. Sono sempre undici scudi guadagnati.

Noi sappiamo che undici scudi formavano precisamente la somma che restava nella borsa di d'Artagnan.

L'oste aveva contato sopra undici giorni di malattia ad uno scudo il giorno; ma egli aveva contato senza il viaggiatore; l'indomani, alle cinque del mattino, d'Artagnan si alzò, discese egli stesso in cucina, domandò, fra gli altri ingredienti la di cui nota non è giunta fino a noi, del vino, dell'olio, del ramerino, e, con la ricetta di sua madre alla mano, si compose un balsamo col quale si unse le sue numerose ferite rinnovellando le sue compresse da se, e non volendo ammettere l'intervento di alcun medico. Mercè senza dubbio all'efficacia di questo balsamo della zingara, e forse anche mercè all'assenza di ogni medico, d'Artagnan si ritrovò in piedi fin dalla stessa sera, e quasi guarito l'indomani.

Ma al momento di pagare questo ramerino, questo olio e questo vino, sole spese del giovane che aveva osservata la dieta la più assoluta; nel mentre che al contrario il cavallo giallastro, al dire almeno dell'oste, aveva mangiato tre volte più che non si sarebbe potuto supporre ragionevolmente dalla sua struttura, d'Artagnan non ritrovò più nella sua saccoccia che la piccola borsa di velluto rapato, unitamente agli undici scudi che conteneva; ma in quanto alla lettera diretta al sig. de Tréville, ella era sparita.

Il giovane cominciò dal cercare questa lettera con una gran pazienza, girò e rigirò venti volte le sue saccocce, e i suoi saccoccini, frugò e rifrugò nel suo sacco, aprendo e richiudendo la sua borsa; ma allorquando egli fu convinto che la lettera non potevasi ritrovare montò in un terzo accesso di rabbia, che poco mancò non gli facesse aver bisogno di un nuovo consumo di vino e dell'olio aromatizzati, poichè, vedendo questa giovane testa riscaldarsi e minacciare di romper tutto nello stabilimento se non si ritrovava quella lettera, l'oste si era già provveduto di uno spiedo, sua moglie di un manico di scopa, e il servitore di uno di quei bastoni che avevano servito così bene l'antivigilia.

— La mia lettera di raccomandazione, o per bacco, io v'infilo tutti come tanti ortolani.

Disgraziatamente una circostanza sola si opponeva a ciò che il giovane potesse compiere la sua minaccia: ed era, come lo abbiamo detto, che la sua spada era stata spezzata nella sua prima lotta, cosa che egli aveva del tutto dimenticato. Ne resultò, che allorquando d'Artagnan volle, in fatti, sguainarla, egli si trovò puramente e semplicemente armato di un tronco di spada di circa otto o dieci pollici di lunghezza, che l'oste aveva con ogni cura rimesso dentro al fodero. Quanto al resto della lama, l'oste l'aveva destramente riposta colla idea di farne un coltello da cucina.

Questo disinganno non avrebbe però trattenuto probabilmente il nostro giovane focoso, se l'oste non avesse riflettuto che il reclamo che gli veniva diretto dal viaggiatore, era perfettamente giusto.

— Ma, al fatto, diss'egli abbassando il suo spiedo, ov'è questa lettera?