— Andiamo, ecco la discussione che incomincia, fece la signora Bonacieux con un mezzo sorriso che non era esente da una certa tinta d'impazienza.

— No, no, io me ne vado, io parto; io credo in voi, io voglio avere tutto il merito del mio attaccamento, dovesse anche essere questo attaccamento una stupidità. Addio! signora, addio!

E come se egli non si fosse sentito la forza di staccarsi dalla mano che sempre riteneva, se non che per mezzo di una scossa, egli si allontanò correndo, nel mentre che la signora Bonacieux batteva al martello tre colpi lenti e regolari; quindi giunto all'angolo della strada si rivoltò, e la porta si era di già aperta e richiusa. La giovane merciaia era scomparsa.

D'Artagnan continuò il suo cammino; egli aveva data la sua parola di non spiare la signora Bonacieux, e la sua vita foss'anche dipesa dal luogo ove ella si era portata o dalla persona che doveva accompagnarla, d'Artagnan sarebbe egualmente rientrato in casa sua; e poichè egli aveva detto di ritornarvi, cinque minuti dopo egli era nella strada Fossoyeurs.

— Povero Athos, diceva egli, non saprà quello che vuol dir ciò. Egli si sarà addormentato aspettandomi, o sarà ritornato in casa sua, e nel rientrare avrà saputo che vi era stata una donna. Una donna nella camera di Athos! veramente; continuò d'Artagnan, ve n'è ancora una in casa d'Aramis; tutto ciò è molto strano, e io sarei ben curioso di sapere come andrà a finire.

— Male, signore, male, rispose una voce che il giovane riconobbe per quella di Planchet, poichè parlando da se solo ad alta voce, e nel modo delle persone molto preoccupate, era entrato nel corridoio, nel fondo del quale era la scala che conduceva nella sua camera.

— Come, male! che vuoi tu dire, imbecille? domandò d'Artagnan, e che cosa è dunque accaduto?

— Ogni sorta di disgrazie.

— Quali?

— Prima di tutto il signor Athos è stato arrestato.