— Io ne ho fatto tutto quello che se ne poteva fare, vale a dire una spia di sua moglie.
Il conte de Rochefort s'inchinò come uomo che riconosce la grande superiorità del padrone, e si ritirò.
Rimasto solo, il ministro si assise di nuovo, scrisse una lettera che egli chiuse con un sigillo particolare; quindi suonò. Il solito ufficiale ricomparve per la quarta volta.
— Fatemi venire Vitray, diss'egli, e ditegli di prepararsi per un viaggio.
Un istante dopo, l'uomo che aveva fatto chiamare era in piede davanti a lui, portando già gli speroni e gli stivali alla cavaliera.
— Vitray, gli disse, voi dovete partire di tutta corsa per Londra. Voi non dovete fermarvi un istante sulla strada; rimetterete questa lettera a Milady. Eccovi un buono di duegento doppie; passate dal mio tesoriere e fatevelo pagare. Ve ne saranno altrettante che vi saranno sborsate se voi sarete di ritorno qui fra sei giorni, e se voi avete seguita bene la commissione.
Il messaggiere senza rispondere una sola parola, si inchinò, prese la lettera, il bono per dugento doppie, e sortì.
Ecco ciò che conteneva la lettera.
«Milady,
«Trovatevi al primo ballo in cui interverrà il duca di Buckingham. Egli porterà al suo saio dodici puntali di diamanti, avvicinatevi a lui e tagliatene due.