— Ebbene! tanto meglio, perchè, in questo caso, io domanderò a Sua Maestà il permesso di perorare per lui.
Il re temeva uno scoppio.
— Se, Sua eccellenza, disse egli, non aveva personalmente qualche motivo...
Il ministro vide venire il re, e andò all'avvantaggio:
— Perdono, disse egli, ma dal momento che Vostra Maestà vede in me un giudice prevenuto, mi ritiro.
— Vediamo, disse il re, mi giurate voi per mio padre, che il sig. Athos era in casa vostra durante l'avvenimento, e che egli non vi ha preso parte.
— Per il glorioso vostro padre, e per voi stesso, che siete quanto io amo e venero di più su questa terra, io ve lo giuro.
— Vogliate riflettere, sire, disse il ministro, che se noi rilasciamo così il prigioniere, non si potrà più conoscere la verità.
— Il sig. Athos sarà sempre qui, riprese il signor de Tréville, pronto a rispondere quando parrà alle vostre genti di toga d'interrogarlo. Egli non diserterà, sig. ministro: siate tranquillo, io rispondo di lui.
— Veniamo al fatto: egli non diserterà, disse il re; si ritroverà sempre, come dice il sig. de Tréville. Da altronde, aggiunse egli abbassando la voce e guardando con occhio supplichevole Sua Eccellenza, concediamo loro la sicurezza: questo sta in politica.