— Senza dubbio per cospirare assieme ai vostri nemici, gli ugonotti e gli Spagnuoli.
— No, per bacco! no! a cospirare contro il mio onore colla signora de Chevreuse, la signora de Longueville, e il Condè.
— Oh! sire, quale idea! la regina è troppo saggia, e soprattutto ama troppo Vostra Maestà.
— La donna è debole, signor ministro, disse il re; e in quanto ad amarmi molto, io ho già stabilita la mia opinione su questo amore.
— Non mantengo però meno, disse il ministro, che il duca de Buckingham è venuto a Parigi per un progetto del tutto politico.
— Ed io son sicuro che egli è venuto per tutt'altra cosa; ma se la regina è colpevole, che ella tremi!
— Veniamo al folto, disse il ministro, per quanta ripugnanza io provi a fermare il mio spirito sopra un simile tradimento, Vostra Maestà mi vi fa pensare: la signora de Lannoy, che, dietro gli ordini di Vostra Maestà, io ho interrogata più volte, questa mattina mi ha detto che la notte passata Sua Maestà aveva vegliato fin molto al tardi; che questa mattina ella aveva molto pianto, e che tutta la giornata aveva scritto.
— È così, disse il re; a lui senza dubbio. Ministro, mi abbisognano le carte della regina.
— Ma in che modo si potranno prendere, sire? Mi sembra che nè io, nè Vostra Maestà ci possiamo incaricare di una simile missione.
— E in qual modo si agì adunque con la marescialla d'Ancre? gridò il re al più alto grado della sua collera; che si frughino i suoi armadii, e che in fine si frughi ella stessa.