— Che testa senza cervello, che uomo stupido, ch'io sono! questo bravo e disgraziato Athos era ferito precisamente nella spalla contro la quale io ho battuto la testa a guisa di un becco. La sola cosa che mi sorprende si è che non m'abbia ucciso sull'atto: egli ne aveva il diritto, ed il dolore che io gli ho procurato deve essere stato atroce. In quanto a Porthos, oh! in quanto a Porthos, in fede mia, è più curiosa.
E suo malgrado il giovane si mise a ridere, guardando ciò nonostante se questo riso isolato, e senza causa agli occhi di quelli che lo vedevano ridere, non fosse stato per offendere qualcuno che passava.
— In quanto a Porthos è più curiosa; ma io però, non per questo, sono un meno miserabile stordito. E dove mai uno si può gettare in tal guisa sulla gente senza neppur dirgli guardati? no! e si va a guardare così sotto il mantello per vedervi ciò che non vi è? egli mi avrebbe perdonato se io non gli avessi parlato di quella maledetta bandoliera, con parole coperte, è vero, ma coperte molto bene! Ah! maledetto Guascone ch'io sono! anderò a fare lo spiritoso nella padella da friggere. Andiamo, d'Artagnan, amico mio, continuò egli parlando a se stesso con tutta l'amenità che credeva doversi, se tu la scappi, cosa che è poco probabile, bisognerà in avvenire essere di una gentilezza perfetta. D'ora innanzi bisognerà che ti ammirino, che ti citino come un modello. L'essere previdente e gentile non è viltà. Guarda piuttosto Aramis: è la dolcezza e la grazia in persona. Ebbene! si è mai pensato nessuno di dire che Aramis è un vile? no, certamente, e d'ora innanzi io voglio modellarmi su di lui. Ah! eccolo precisamente.
D'Artagnan camminando, e parlando da solo, era giunto a pochi passi del palazzo d'Aiguillon, e davanti a questo palazzo egli aveva veduto Aramis parlare allegramente con tre gentiluomini della guardia del re. Dal suo canto, Aramis aveva veduto d'Artagnan, ma siccome egli non dimenticava che era stato davanti a questo giovane, che il signore de Tréville si era lasciato trasportare nella mattina, e che un testimonio dei rimproveri che i moschettieri avevano ricevuto non gli era in alcun modo aggradevole, fece sembiante di non vederlo. D'Artagnan, al contrario, tutto intento ai suoi piani di riconciliazione e di cortesia, si avvicinò ai quattro giovani facendo loro un gran saluto accompagnato dal più grazioso sorriso. Aramis inchinò leggermente la testa, ma non sorrise affatto. Tutti e quattro, del resto, interruppero nel medesimo istante la loro conversazione.
D'Artagnan non era così stupido da non accorgersi ch'egli v'era di troppo; ma egli non era ancora assuefatto ai costumi del bel mondo per sapersi togliere con disinvoltura da una falsa posizione, come in generale è quella di un uomo che è venuto a mischiarsi con gente ch'egli conosce appena, e in una conversazione che non gli riguarda. Egli cercava in se stesso un mezzo di fare la sua ritirata il meno goffamente che era possibile, allorchè rimarcò che Aramis aveva lasciato cadere il suo fazzoletto, e per una inavvertenza senza dubbio, vi aveva messo sopra il piede; il momento gli parve giunto di riparare alla sua posizione; egli si abbassò, e coll'aria la più graziosa che potè ritrovare, tirò il fazzoletto dal disotto del piede del moschettiere, per quanto questi facesse sforzo per ritenerlo, e gli disse nel consegnarlo:
— Io credo, signore, che questo sia un fazzoletto che avreste dispiacere a perderlo.
Il fazzoletto era in fatti riccamente orlato, e portava una corona ed uno stemma in un angolo. Aramis arrossì eccessivamente e strappò piuttosto che prese il fazzoletto dalle mani del Guascone.
— Ah! ah! gridò una delle guardie; dirai tu ancora, secreto Aramis, che tu non sei nel favore della signora di Bois-Tracy, quando questa graziosa dama ha la gentilezza di prestarti i suoi fazzoletti?
Aramis lanciò a d'Artagnan uno di quegli sguardi che fanno comprendere ad un uomo che egli si è acquistato un nemico mortale; quindi riprendendo il suo tuono affabile:
— Voi vi sbagliate, signori, diss'egli, questo fazzoletto non è mio, e non so perchè il signore ha avuto a fantasia di rimetterlo a me piuttosto che a uno di voi, e per prova di ciò che io lo dico, ecco il mio nella mia saccoccia.