— Signore, ciò che vi ho detto, rispose Aramis, non è per muovervi contesa. Grazie a Dio! io non sono uno spadaccino, e non essendo moschettiere che provvisoriamente, io non mi batto che allora quando vi son costretto, e sempre ancora con una gran ripugnanza. Ma questa volta l'affare è grave, perchè ecco qui una donna compromessa per cagione vostra.
— Per causa vostra, dovete dire! gridò d'Artagnan.
— Perchè avete voi avuto la goffaggine di rendermi questo fazzoletto?
— Perchè avete avuto voi quella di lasciarlo cadere?
— Io l'ho detto, e lo ripeto, questo fazzoletto non è sortito dalla mia tasca.
— Ebbene! voi avete mentito due volte, signore! perchè io ve l'ho veduto sortire.
— Ah! voi la prendete su questo tuono, signor Guascone? ebbene io vi insegnerò a vivere!
— Ed io vi rimanderò alla vostra abbazia, signore abate! degnatevi, se vi piace, e sull'istante.
— No; se vi piace, mio bello amico, no qui almeno: Non vedete voi che noi siamo dirimpetto al palazzo d'Aiguillon, il quale è pieno di creature del ministro? chi mi dice che non sia il ministro che vi ha incaricato di procurargli la mia testa? ora io ho un ridicolo trasporto per la mia testa, atteso che mi sembra ch'ella sia adattatissima alle mie spalle. Io voglio dunque uccidervi, siate tranquillo, ma uccidervi dolcemente, in un luogo chiuso e coperto, là ove voi non possiate vantarvi con alcuno della vostra morte.
— Io mi vi adatto, ma non vi fidate troppo, e portate con voi il vostro fazzoletto, che vi appartenga o no; forse avrete l'occasione di servirvene.