— Del fazzoletto?

— Sì.

— Perfettamente, gridarono le altre due guardie, il giudizio del re Salomone. Decisamente, Aramis, tu sei pieno di saggezza.

I due giovani scoppiarono dalle risa e, come si crederà bene, l'affare non potè avere nessuna conseguenza. In capo ad un istante la conversazione cessò, e le tre guardie ed il moschettiere, dopo di essersi cordialmente stretta la mano, voltarono; le tre guardie da una parte, e Aramis dall'altra:

— Ecco il momento di fare la mia pace con questo galantuomo, sì disse a se stesso d'Artagnan, che si era tenuto in disparte durante l'ultima parte di questa conversazione; e, con questo buon sentimento ravvicinandosi ad Aramis che si allontanava senza fare attenzione a lui:

— Signore, gli disse, io spero, che voi mi scuserete.

— Ah! signore, interruppe Aramis, permettetemi di farvi osservare che in questa circostanza voi non avete mai agito come doveva farlo un uomo galante.

— Che! signore, voi supponete...

— Io suppongo, signore, che voi non siete un imbecille, e che voi sapete bene, quantunque veniate dalla Guascogna, che non si tiene un piede sopra un fazzoletto da tasca senza il suo perchè. Che diavolo! Parigi non è già selciato di battista.

— Signore, voi avete torto di cercare di umiliarmi, disse d'Artagnan, in cui il naturale litigioso cominciava a parlare più alto che le risoluzioni pacifiche. Io sono di Guascogna è vero, e, poichè voi lo sapete, io non avrò bisogno di dirvi che i Guasconi sono un poco rozzi, dimodochè quando si sono scusati una volta fosse ancora di una sciocchezza, essi sono convinti che hanno già fatto la metà di più di quello che non dovevano.