— Parlate per voi solo, Porthos, quando volete dire simili incongruenze, interruppe Aramis. In quanto a me, io ritengo le cose che questi signori si dicono per molto ben dette, e affatto degne di due gentiluomini.

— Quando volete, signore, disse Athos mettendosi in guardia.

— Aspettava i vostri ordini, disse d'Artagnan incrociando il ferro.

Ma le due spadazze erano appena incrociate, che una squadra di guardie del ministro, comandata dal sig. de Jussac, si mostrò all'angolo del convento.

— Le guardie del ministro! gridarono ad un tempo Porthos e Aramis. La spada nel fodero, signori! la spada nel fodero!

Ma era troppo tardi; i due combattenti erano stati veduti in una posizione che non permetteva di dubitare delle loro intenzioni.

— Olà! gridò Jussac avanzandosi verso di loro e facendo segno ai suoi uomini di fare altrettanto; olà! moschettieri? e degli editti, che facciamo?

— Le signore guardie sono molto generose, disse Athos pieno di rancore, perchè Jussac era stato uno degli aggressori dell'antivigilia. Se noi vi vedessimo battere, io vi garantisco che noi ci guarderessimo bene dall'impedirvelo. Lasciateci dunque fare, e voi ci avrete piacere senza prendervi incomodo.

— Signore, disse Jussac, è con gran dispiacere che io vi dichiaro che la cosa è impossibile. Il nostro dovere prima di tutto: rimettete dunque le vostre armi, e seguiteci.

— Signore, disse Aramis, parodiando Jussac, sarebbe con grandissimo piacere che noi obbediremmo al vostro grazioso invito, se ciò dipendesse da noi; ma disgraziatamente la cosa è impossibile; il signor de Tréville lo ha a noi proibito. Continuate dunque la vostra strada, che è ciò che voi potete fare di meglio.