Ma lo sconosciuto non sapeva ancora con qual genere di testardo aveva a che fare: d'Artagnan non era l'uomo da domandare mai grazia. Il combattimento continuò dunque ancora qualche secondo: finalmente, d'Artagnan spossato lasciò sfuggirsi la spada, che un colpo di bastone aveva troncata in due pezzi. Un altro gli colpì la fronte, e lo rovesciò quasi nello stesso tempo tutto insanguinato, e quasi svenuto.

Fu in questo momento che da tutte le parti si accorse al luogo della scena. L'oste, temendo uno scandalo, trasportò coll'ajuto del suo servitore il ferito in cucina, ove gli furono usate alcune cure.

In quanto al gentiluomo, egli era ritornato a prendere il suo posto alla finestra, e guardava con una certa impazienza tutta quella folla, che sembrava destargli una contrarietà nel rimanere in quel luogo.

— Ebbene come va quell'arrabbiato? riprese egli voltandosi al rumore che fece la porta nell'aprirsi, indirizzandosi all'oste che veniva ad informarsi della sua salute.

— È sana e salva vostra Eccellenza? domandò l'oste.

— Sì, perfettamente sano e salvo, mio caro oste, e sono io che vi domando come va quel giovane.

— Va meglio, disse l'oste, egli è del tutto svenuto.

— Davvero? fece il gentiluomo.

— Ma prima di svenirsi, egli ha radunate tutte le sue forze per chiamarvi, e per sfidarvi chiamandovi.

— Ma dunque è il diavolo in persona, questo malandrino! gridò lo sconosciuto.