Egli si portò adunque subito al di lui palazzo, e si fece annunziare.
I due signori si salutarono gentilmente, perchè se non v'era amicizia fra di loro, vi era almeno stima. Entrambi erano uomini di coraggio e di onore, e siccome il signor della Trémouille, protestante, vedeva raramente il re, non era di alcun partito, egli in generale non apportava alcuna prevenzione nelle sue relazioni sociali. Questa volta, ciò non ostante, il suo ricevimento, quantunque gentile; fu più freddo dell'ordinario.
— Signore, disse de Tréville, noi crediamo di avere a lamentarci l'uno dell'altro, e sono venuto io stesso perchè assieme rischiariamo questo affare.
— Volentieri, rispose della Trémouille; ma vi prevengo che io sono bene informato, e che tutto il torto sta dalla parte dei vostri moschettieri.
— Voi siete un uomo troppo giusto e troppo ragionevole, signore, disse de Tréville, per non accettare la proposizione che vengo a farvi.
— Dite, signore, io ascolto.
— Come sta il signor Bernajoux, il parente del vostro scudiero?
— Male, signore, molto male. Oltre il colpo di spada che egli ha ricevuto nel braccio, e che non è altrimenti pericoloso, egli ne ha ancora raccolto uno che gli traversa il polmone, di modo che il medico ha ben poche speranze.
— Ma il ferito ha conservato l'uso delle sue facoltà?
— Perfettamente.