— Ebbene, che dite voi dunque che questi è un giovane? un ragazzo, signor de Tréville, un vero ragazzo. Ed è stato lui che ha dato un così rozzo colpo di spada a Jussac?

— E gli altri due colpi di spada a Bernajoux.

— Davvero?

— Senza contare, disse Athos, che se non mi avesse liberato dalle mani di Cabusac, io certamente non avrei l'onore di fare in questo momento le mie umilissime riverenze a Vostra Maestà.

— Ma questo Bearnese è dunque un vero demonio, ventegris! sig. de Tréville, come avrebbe detto mio padre. In questo mestiere si devono per forza consumare molti sai, e per forza spezzare molte spade. Ora i Guasconi sono sempre poveri, non è vero?

— Sire, io debbo dire che non sono ancora state ritrovate delle miniere d'oro nelle loro montagne, quantunque il Signore dovrebbe far questo miracolo in ricompensa del modo con cui hanno sostenuto le pretese del re vostro padre.

— Che è quanto dire che sono stati i Guasconi che hanno fatto re me pure, non è vero de Tréville, perchè io sono figlio di mio padre. Ebbene alla buon'ora, io non dico di no. La Chesnaye andate a vedere se, frugando in tutte le mie saccocce, voi trovate quaranta doppie, e se le trovate portatemele. E ora vediamo, giovane, una mano sulla coscienza e raccontatemi lo accaduto.

D'Artagnan raccontò l'avventura del giorno innanzi con tutti i suoi particolari; in che modo non avendo potuto dormire per la gioia che avrebbe provato nel vedere Sua Maestà, egli era arrivato presso i suoi amici tre ore prima dell'udienza; in che modo essi erano andati assieme al giuoco della palla, e come nel timore che aveva manifestato di ricevere una palla sul viso, egli era stato messo in ridicolo da Bernajoux, il quale per poco non aveva pagato colla perdita della vita le sue villanie, e che il sig. della Trémouille non aveva alcuna colpa per la sortita che fu fatta dal suo palazzo.

— È così mormorò il re; è precisamente così che mi è stata raccontata la faccenda dallo stesso duca. Povero ministro! sette uomini in due giorni e dei più cari; ma basta così, signori; voi vi siete presa la vostra rivincita della strada Ferou, ed anche al di là; voi dovete esser soddisfatti.

— Se Vostra Maestà lo è, disse de Tréville, noi lo siamo.