— Una donna di così infima condizione! voi credete, d'Artagnan? disse Porthos, allungando le labbra con disprezzo.
— È la figlioccia di de Laporte, il cameriere di confidenza della regina. Non ve l'ho io detto; signori? e d'altronde questo forse potrebbe essere un calcolo di Sua Maestà di aver cercato i suoi appoggi così in basso. Le alte teste si vedono di lontano, ed il ministro ha buona vista.
— Ebbene! disse Porthos, stabilite prima il premio col merciaio, e che sia un buon premio.
— È inutile, disse d'Artagnan, poichè io credo che s'egli non ci paga, noi saremo ben pagati da un'altra parte.
In questo momento un rumore precipitato di passi rimbombò nelle scale, la porta si aprì con fracasso, e il disgraziato merciaio si slanciò nella camera ove si teneva il consiglio.
— Ah! signori, gridò egli, salvatemi in nome del cielo, salvatemi! vi sono là quattro uomini che vengono ad arrestarmi: salvatemi!
Porthos e Aramis si alzarono.
— Un momento, gridò d'Artagnan, facendo loro segno di rimettere nel fodero le spade per metà cavate: un momento, qui non c'è bisogno di coraggio, ma di prudenza.
— Però, gridò Porthos, noi non lasceremo...
— Voi lascerete fare a d'Artagnan, disse Athos; egli è, io lo ripeto, la testa forte di tutti noi, ed io, per conto mio, io dichiaro che l'obbedisco. Fa ciò che vuoi d'Artagnan.