— E questa sarebbe giustizia, birbo! Non si vedeva al nostro aspetto che non potevano essere falsi monetarii? dite.
— Sì, signore, sì, voi avete ragione, signore; ma sentite, sentite, egli in questo momento va in collera.
— Senza dubbio, qualcuno gli avrà dato noia, disse d'Artagnan.
— Bisogna bene che qualcuno lo vada a disturbare, ci sono giunti due viaggiatori inglesi.
— Ebbene?
— Ebbene! gli Inglesi amano il vino buono, come voi sapete, e questi hanno chiesto del meglio. Mia moglie allora avrà chiesto al sig. Athos il permesso d'entrare per soddisfare a questi signori, ed egli lo avrà ricusato come d'ordinario. Ah! bontà divina! ecco che il rumore raddoppia.
D'Artagnan in fatti sentì un gran rumore uscire dalla cantina; egli si alzò, e preceduto dall'oste che si contorceva le mani, e seguito da Planchet, che teneva montato il suo moschetto, si avvicinò al luogo della scena.
I due gentiluomini erano esasperati, essi avevano fatto una lunga corsa e morivano di fame e di sete.
— Ma questa è una tirannia gridarono essi in buonissimo francese, quantunque coll'accento straniero: che questo mastro pazzo non voglia lasciare a questa buona gente l'uso del loro vino! A noi! sfondiamo la porta e se egli è troppo arrabbiato, ebbene, lo uccideremo.
— Colle buone, signori, disse d'Artagnan cavando dalla sua cinta un paio di pistole, voi non ucciderete nessuno, se vi aggrada.