— Eh! eh! diss'egli a se stesso ragionando nel senso della strana morale, troppo corriva in quell'epoca, ecco uno che potrà essere equipaggiato nel tempo voluto.

Porthos cedendo alla pressione del braccio della procuratrice come una barca cede al timone, giunse al chiostro di Santa Gloria, passaggio poco frequentato, e chiuso da una sbarra alle due estremità. Nel giorno non vi si vedevano che mendicanti a mangiare, e ragazzacci a giuocare.

— Ah! sig. Porthos! gridò la procuratrice, quando si fu assicurata che non poteva essere veduta da nessuno estraneo alla popolazione abituale della località: ah! signor Porthos, voi siete un gran vincitore, a quanto pare!

— Io, signora? disse Porthos pavoneggiandosi, e perchè ciò?

— E i segni di poco fa, e l'acqua benedetta? Ma è una principessa, per lo meno, questa dama col suo moro e la sua cameriera!

— Ma, voi v'ingannate, mio Dio! non è che bonariamente una duchessa.

— E il lacchè l'aspettava alla porta! è quella carrozza col cocchiere in gran livrea che l'attendeva dal suo seggio?

Porthos non aveva veduto nè lacchè, nè carrozza, nè cocchiere, ma la sig. Coquenard col suo sguardo geloso aveva veduto tutto.

Porthos fu dolente di non aver creata di primo colpo principessa la dama dal cuscino rosso.

— Mio Dio! in che modo gli uomini dimenticano presto! gridò la procuratrice levando gli occhi al cielo.