Dirimpetto alla Torre di Londra egli ritrovò l'indicato bastimento rimise la sua lettera al capitano che la fece vidimare dal governatore del porto, e mise tosto alla vela.
Cinquanta bastimenti erano di partenza e aspettavano.
Nel passare vicino ad un di essi, d'Artagnan credè riconoscere la donna di Méung, quella stessa che lo sconosciuto gentiluomo aveva chiamata Milady, che egli, d'Artagnan, aveva ritrovata così bella, ma mercè la corrente del fiume, e il buon vento che spirava, il suo naviglio andava così presto che in capo a pochi istanti non fu più alle viste.
Il giorno dopo, verso le nove del mattino fu approdato a S. Valerio.
D'Artagnan si diresse sull'istante verso l'albergo indicato, e lo riconobbe alle grida che ne sortivano: si parlava della guerra tra l'Inghilterra e la Francia, come di una cosa vicina e indubitata, e i marinari gaudenti facevano gozzoviglia.
D'Artagnan trapassò la folla, si avanzò verso l'oste, e pronunciò la parola forward. Sull'istante l'oste gli fece segno di seguirlo, sortì con lui da una porta che dava nel cortile, lo condusse nella scuderia, ove lo aspettava un cavallo già insellato, e gli domandò se aveva bisogno di qualche altra cosa.
— Ho bisogno di conoscere la strada che devo seguire, disse d'Artagnan.
— Andate di qua a Blangy e da Blangy a Neufchatel. A Neufchatel entrate nell'albergo dell'Orsa d'Oro, date la parola d'ordine all'oste e voi troverete come qui un cavallo insellato.
— Debbo io pagare qualche cosa? domandò d'Artagnan.
— Tutto è pagato, disse l'oste, e largamente. Andate adunque e che Dio vi accompagni.