— Hai tu dimenticato qualche cosa? domandò Aramis.
— La bandiera, per bacco! non bisogna lasciare una bandiera nelle mani del nemico, anche quando questa bandiera sia formata con una salvietta.
E Athos si slanciò nel bastione, salì sulla piattaforme e portò via la bandiera; soltanto siccome i Roccellesi erano giunti alla portata del fucile, fecero un fuoco terribile sopra quest'uomo, che, come per divertimento, andava ad esporsi ai loro colpi.
Ma si sarebbe detto che Athos aveva un incantesimo nella sua persona: le palle passarono fischiando intorno a lui, e neppure una lo toccò.
Athos agitò la bandiera voltando il tergo alle genti della città, e salutando quelli del campo. Da ambe le parti s'innalzarono numerose grida, da una parte grida di collera, dall'altra grida d'entusiasmo.
Una seconda scarica seguì la prima, e tre palle, traforandola, formarono realmente della salvietta una vera bandiera.
Si sentiva tutto il campo che gridava: discendete! discendete!
Athos discese; i suoi camerati che lo aspettavano con ansietà, lo videro comparire con gioia.
— Andiamo, Athos, andiamo, disse d'Artagnan, allunghiamo il passo, allunghiamo; ora che abbiamo ritrovato tutto fuor che il danaro, sarebbe da stupidi il farsi ammazzare.
Ma Athos continuò a camminare maestosamente, e i suoi compagni vedendo inutile ogni osservazione, regolarono il loro passo sul suo.