— La fortuna è una cortigiana; favorevole ieri, ella può tradire domani.
— Che è quanto dire che voi ora esitate?
— No, io non esito. Il cielo me ne guardi! ma...
— Silenzio! interruppe essa, sento mio fratello; è inutile che egli vi trovi qui.
Ella suonò. Comparve Ketty.
— Uscite da questa porta, disse a d'Artagnan spingendo la molla che fece aprire una porta segreta, e ritornate a undici ore, noi termineremo il nostro trattenimento. Ketty v'introdurrà nella mia camera.
La povera fanciulla credè di cadere all'indietro sentendo queste parole.
— Ebbene! che fate voi, signorina? restate là immobile come una statua! Presto riconducete il cavaliere, e questa sera, alle undici ore, avete inteso?
Sembra che i suoi appuntamenti sieno tutti a undici ore, pensò d'Artagnan; sarà una specie di abitudine.
Milady gli stese una mano che egli baciò teneramente.