Tosto, senza che fosse dato alcun ordine, e senza che vi fosse stato bisogno d'indicare la destinazione, il cocchiere partì al galoppo e s'internò nelle strade della città.
Un ricevimento così strano doveva essere per milady un'ampia materia di riflessione; così, vedendo che il giovane ufficiale non sembrava menomamente disposto ad attaccare conversazione, ella si appoggiò in un angolo della carrozza, e passò in rivista le une dopo le altre tutte le supposizioni che si presentavano al suo spirito.
Frattanto, in capo ad un quarto d'ora, meravigliata della lunghezza della strada, si accostò verso lo sportello per vedere da che parte era condotta. Non si vedevano più case; fra le tenebre comparivano soltanto degli alberi, come fantasmi neri, che corressero gli uni dopo gli altri.
Milady rabbrividì.
— Ma noi non siamo più in città, signore, disse ella.
Il giovine ufficiale osservò il silenzio.
— Io non anderò più avanti se voi non mi dite dove mi conducete, ve ne prevengo, signore.
Questa minaccia non ottenne veruna risposta.
— Ah! questa è troppo forte! grido milady. Soccorso! soccorso!
Nessuna voce rispose alla sua; la carrozza continuava a correre con rapidità. L'ufficiale sembrava una statua.